Ricerca
e sperimentazione sulle energie magnetiche di natura tellurica (reti di Hartmann,
Curry e altre). Le principali ricadute si hanno sulla bio-architettura e nella
bonifica delle residenzialità commerciali e abitative (svariate migliaia di
ambienti risanati in tutta Europa).
Studio della diagnostica precoce sul corpo umano per identificarne carenze energetiche, suscettibili di provocare instabilità o disturbi nella sua normale attività biologica.
Sperimentazione
di prodotti innovativi e protettivi sia degli ambienti sia delle persone.
Convegni, seminari, programmi di formazione, visite sperimentali guidate sui siti energetici. Nel suo insieme questa attività si propone di dischiudere a gruppi di persone interessate le diverse tecniche di ricostruzione di un completo rapporto tra luomo, la natura che lo circonda e lenergia di cui ha bisogno per ritrovare la propria più profonda armonia.
Tecniche
strumentali di misura dellenergie sottili (bacchetta, pendolo, bioantenne,
biotensor ecc...) attraverso seminari di radiestesia che insegnano
a
captare l'energia che ci avvolge.
Pubblicazioni monografiche, riviste, edizioni multimediali, informazioni on-line e quantaltro utile alla diffusione e scambio delle informazioni nei settori di attività dellAssociazione.
Programmi di formazione in astrologia e tecniche meditative per comprendere le energie che agiscono dentro di noi e per imparare ad armonizzarci con le energie del cosmo.
Pacchetti di soggiorno nella zona ad alta energia, completi di viaggio, soggiorno, visite guidate con annesse sperimentazioni.
In definitiva l'Associazione ha proprio, anche per missione statutaria, quella di promuovere nel senso più ampio ogni ricerca volta a ricostruire un armonico rapporto tra l'uomo, l'ambiente che lo ha generato e le energie da esso irradiate, indispensabili supporti all'equilibrio psico-fisico.
L'intervista a Mauro Aresu a cura di Paola Biondi
Ha la passione per le antiche civiltà, fra cui quella nuragica, possiede qualità sensitive e rabdomantiche ed è diventato studioso di geobiologia. Per i suoi ritrovamenti catalogati dal ministero dei Beni Culturali nel 1985, la Soprintendenza ha nominato Mauro Aresu Ispettore Onorario per l'archeologia.
- Innanzi tutto, che cos'è la rabdomanzia?
- L'uomo è un'antenna ricevente sensibilissima, capace di captare le onde trasmesse nell'ambiente e di emettere, a propria volta, vibrazioni. La capacità di percepire le radiazioni emesse da corpi viventi o non viventi si chiama "radiestesia" e si effettua in ambienti chiusi con un pendolino libero di oscillare appeso ad un filo che si tiene fra le dita. Nel caso invece in cui si effettui in ambienti aperti, utilizzando una bacchetta tenuta in mano, si parla di "rabdomanzia". Pendolino e bacchetta sono come amplificatori delle percezioni. Grandissime civiltà fra cui gli Egizi, gli Etruschi, i Greci, i Sumeri, i Cinesi e anche i Sardi, se ne servivano come una radio per "sintonizzarsi" sulla frequenza dell'oggetto che interessava: l'acqua, per esempio, indispensabile alla vita. Questa pratica probabilmente iniziò in diverse parti del mondo in maniera casuale, quando un bastoncino tenuto in mano diede segni di movimento del tutto spontanei. Possiamo immaginare lo stupore di quegli uomini: questo fatto fu inizialmente attribuito agli spiriti, ma in seguito iniziò alle magiche forze della Madre Terra da cui nacquero profonde tradizioni.
- Com'è diventato rabdomante e che cosa ha scoperto?
- Nel 1991 mi accorsi di essere in grado, con la bacchetta, di individuare le linee magnetiche amplificate dai corsi d'acqua sotterranei. Tempo dopo, durante la visita con amici a un sito archeologico, scoprii che in vicinanza della stele la bacchetta nelle mie mani ruotava con maggior forza. Mi venne spontaneo pensare che forse non era un caso che gli architetti della civiltà nuragica avessero posizionato la stele proprio in quel punto. La cosa poteva essere un'intenzione vera e propria, probabilmente perché c'era una vena sotterranea. Per verificarlo andammo alla Tomba di Giganti di Palau in località Sajacciu e iniziai a camminare con la bacchetta in mano proprio nell'area dove io stesso avevo scoperto l'impianto tombale nel 1983. La vibrazione si ripeté anche lì presso la stele.
- E quindi?
L'ipotesi che avevo fatto poteva essere valida. Allora passai in rassegna tutte le antichissime tombe che conoscevo, sia nel territorio di Palau sia in quello di Arzachena, e in tutte verificai l'esistenza delle medesime situazioni oggettive: al di sotto della stele una potente vibrazione magnetica faceva vibrare la bacchetta. Le Tombe di Giganti erano destinate alla sepoltura del capi del "clan" e degli eroi in generale, ma il luogo veniva scelto dallo stregone del villaggio proprio per la presenza di acqua sotterranea.
- E perché?
- Perché la Tomba era destinata anche al rito della rigenerazione: le persone vi dormivano oppure sostavano a lungo nella parte semicircolare dell'esedra e tale rituale era praticato a scopo terapeutico. Aristotele descrisse questi riti detti di "incubazione" come un sonno profondo e lungo anche cinque giorni, capace di togliere al paziente la coscienza del tempo, guarendolo da ossessioni e da altri mali fisici. Le malattie psicosomatiche venivano evidentemente trattate inducendo una forma di ipnosi, ma come facevano a guarire le altre malattie? Oggi che conosciamo il magnetismo sappiamo la risposta. Così ancora adesso le persone vanno a curarsi alla Tomba di Giganti!
- Queste tombe sono una fonte di magnetoterapia naturale?
- Esatto. Il terreno dove si trova emana dei flussi energetici che hanno una frequenza di circa 437 mhz. Queste emissioni hanno la capacità di attraversare il corpo umano, consentendo alle cellule umane di ricaricarsi. Un individuo, rimanendo sdraiato, può avvertire un leggero calore nei punti dove esiste un problema fisico o un leggero formicolio alle mani o ai piedi oltre a una sensazione di leggerezza e rilassamento. La stele sorge su un punto focale corrispondente alla massima potenza magnetica che era stata rilevata e questo, in linea con un altro punto focale, formava l'asse della costruzione. Lei ha qualche problema?
- Il ginocchio sinistro.
- Lo appoggi sotto quest'arco e rimanga lì rilassandosi e respirando profondamente senza incrociare gambe o braccia.
- Eseguo. Non voglio essere credulona ma neppure farmi sviare dalla mia mente razionale. Passa così il tempo prescritto....
-Come sente il ginocchio?
- Me ne ero già dimenticata! Provo a massaggiarlo con la mano e realizzo che non mi fa più male: la sensazione è di essermene "riappropriata".Potrà mai essere vero?
- Lei sta sperimentando una cosa che faceva parte delle normali conoscenze dei popoli antichi.
- Che cos'altro si può "curare" in questo modo?
- Naturalmente i casi gravi vanno seguiti dal medico. La pressione arteriosa alta, sotto l'effetto del flusso magnetico, torna normale dopo pochi minuti di trattamento. la magnetoterapia ha effetti antiemorragici e riesce a rigenerare il tessuto osseo: è stata documentata scientificamente la guarigione da malattie degenerative dopo 5 giorni di terapia per circa mezz'ora al giorno. L'energia magnetica che si sprigiona dal suolo è un potentissimo antiinfiammatorio efficace contro sciatalgie, tendiniti, mialgie. E' in grado di risolvere stati dolorosi acuti come emicranie, emorroidi, ulcere, e può far regredire le vene varicose, la cellulite, l'ansia, la depressione.
- Una "cura" per tutto! Lei ci crede profondamente...
- Di più! Ho anche imparato a fare "la visita energetica nuragica". Gli sciamani o sacerdoti -medici utilizzavano un bastoncino a forma di Y che iniziava a girare in corrispondenza della parte del corpo del paziente dove c'era un problema. Oggi sappiamo che la malattia può essere rilevata registrando uno scompenso magnetico-energetico. La medicina empirica nuragica è in grado di ristabilire e riequilibrare l'energia vitale di un individuo.
CHE COS’E’ LA ‘RADIOESTESIA’
di Mauro Aresu
Radioestesia significa sensibilità alle radiazioni. Essa è suddivisa in due tecniche di ricerca: la prima si effettua con un pendolo lasciato libero di oscillare appeso ad un filo tenuto fra le dita di una mano, la seconda con un bastone (o verga) a forcella o non, tenuto fra le mani. Quest’ultima tecnica è comunemente denominata Rabdomanzia . Il fenomeno della ‘radioestesia’ era molto conosciuto fin dall’antichità tanto è vero che grandissime civiltà quali gli Egizi, i Sardi, gli Etruschi, i Cinesi, i Sumeri, i Greci, etc. si servivano della bacchetta e del pendolino, ed avremo modo di parlarne nella Parte II. Il pendolino in genere viene utilizzato principalmente in ambienti chiusi, al tavolino, mentre la verga (o bacchetta) si presta otti mamente nelle ricerche all’aria aperta. La radioestesia dunque è basata sulla ricerca (individuazione o intercettazione) delle radiazioni emesse da corpi viventi o non viventi, vicini o lontani, servendosi del principio che ogni corpo materiale emette delle proprie radiazioni o anche assorbe delle radi azioni provenienti da corpi esistenti nelle sue vicinanze. La rabdomanzia e la radioestesia si basano dunque sulla percezione delle radiazioni emanate da un corpo, vivente o non vivente. In effetti gli strumenti radioestetici riescono a registrare le onde vibratorie generate naturalmente con una frequenza determinata simile a quella generata dalle radiotrasmissioni. Se si ha una radio e ci si vuole sintonizzare su una frequenza determinata, escludiamo quelle stazioni emittenti che non interessano ed andiamo a ‘sintonizzarci’ su quella prescelta individuando la frequenza; così avviene al radioestesista: egli si concentra escludendo tutte quelle frequenze non vengono ricercate captando cosi soltanto quelle le cui radiazioni vengono emesse dall’oggetto cercato. Il movimento della bacchetta o del pendolo evidenzia il percepimento delle radiazioni, in un certo senso percepisce la ‘sintonizzazione’ sull’oggetto o corpo in esame. L’elemento pi• importante dell’operazione di radioestesia è dato dal ricevente i segnali, il rabdomante cioè , che captati i segnali li dirige involontariamente sulle proprie mani consentendo allo strumento di muoversi. Degli studi istologici effettuati sul cervelletto hanno messo in luce che il corpo cellulare di quest’organo si allunga attraverso innumerevoli ramificazioni nervose che rappresentano, in pratica, delle microantenne riceventi, capaci di vibrare in una ben determinata lunghezza d’onda che poi trasmette al cervello tramite impressioni sensoriali. L’uomo rappresenta esso stesso un’antenna ricevente sensibilissima capace di captare le onde trasmesse dall’ambiente e, a sua volta, _ emittente di onde che si espandono in vibrazione. Recenti ricerche hanno individuato che l’uomo capta onde attorno a lui attraverso tre triangolazioni del proprio corpo date dalle due braccia e dalle gambe. Facendo aderire gambe e braccia al corpo, si riduce notevolmente la capacita di ricezione. La reazione del movimento della verga _ indipendente dalla nostra volontà e pare che sia diretta dal sistema del Gran Simpatico e no n dal cervello, altrimenti qualsiasi persona potrebbe percepirne tramite la sola forza di volontà . Tutte le persone sono dotate, ovviamente, di sensibilità da radioestesista: ma esiste chi l’ha più accentuata di un altro, e chi non ne ha quasi niente, ma con un po’ di esercizio e buona volontà si può sviluppare tale sensibilità normalmente nascosta ai più . In effetti il cervello umano possiede proprietà straordinarie ma sfrutta di esse soltanto una parte molto ridotta. Uno dei più grandi radioestesisti d’Italia, Benedetto Lovagna, definisce la radioestesia “una supernormale capacita alle radiazioni extrasensoriali” sensibilità che permetterebbe all’uomo di acquisire un enorme potere di conoscenza. Lo stesso Lovagna spiega che tale rilevamento sensoriale è legato in modo soggettivo all’attività di chi lo esegue, “in quanto l’uomo non è una macchina né la radioestesia è staccata dall’uomo: in tale attività è l’uomo stesso che estrinseca i suoi poteri.” Le ricerche dei radioestesisti possono riguardare sia persone che oggetti, o ogni qualsiasi altra cosa posta nelle vicinanze dell’operatore, ma possono essere seguite anche onde a grandissima distanza. In tal caso la radioestesia viene definita più giustamente Teleradioestesia. Il radioestesista in quel caso deve agire sopra una carta geografica avendo a portata di mano un testimone della persona o della cos a che si sta cercando, e verrà indicato sulla carta con la massima precisione la località dove si trova l’oggetto della ricerca Le operazioni in teleradioestesia impongono capacita particolari e la massima concentrazione al fine di consentire la sensibilizzazione a distanza. Per qualche studioso la radioestesia a distanza sarebbe una percezione extrasensoriale (o chiaroveggenza) che andrebbe ricavata da onde riflesse emanate dal testimone che funge da antenna ricevente continua. In effetti l’operazione effettuata tramite la bacchetta o il pendolo fa sì che questi strumenti assumano la caratteristica di amplificatori delle percezioni poiché è chiaro che l’uomo dovrebbe essere in grado di percepire le sensazioni senza alcun aiuto strumentale, limitandosi ad interpretare le ‘informazioni’ attraverso i diversi processi nervosi che avvengono nel suo organismo.
Mauro Aresu, vera autorità nel campo della radiestesia, con lo scopo di risanare la nostra esistenza, tiene corsi, seminari e conferenze su questa antica ed affascinante tecnica privilegiando in particolare l'aspetto di diagnosi sul corpo umano, la ricerca dei flussi magnetici nocivi, le interferenze provenienti dal campo energetico umano.
Per contatti:0789/708380 dalle 18.00 alle 20.30 o via e-mail:info@uomoterra.it
LE "MAGICHE" ENERGIE
EMANATE DALLA TERRA IN COSTA SMERALDA
DI ARIANNA MENDO
IL BENESSERE INVISIBILE
Si parla spesso di "luoghi incantati" che rigenerano il corpo e lo spirito. E non cè bisogno di andare fino in vetta allHimalaia o fra le piramidi egizie, quando ne abbiamo a portata di mano. In Sardegna, più precisamente in Costa Smeralda, di fronte allarcipelago di La Maddalena, dove il mare è forse il più bello del mondo, lentroterra racchiude affascinanti, antichissime segreti. Lì, nel cuore di paesaggi suggestivi ed arcaici, si trova una delle più alte concentrazioni di energia...........
Incominciamo il nostro tour dalla zona cosiddetta di S.Giorgio per via di una graziosa chiesetta campestre dedicata al santo martire. La chiesetta, bianca e linda, in stile spagnolo, venne riedificata, su un luogo di culto precedente, intorno al 1675 da un gruppo di frati o di eremiti.
Entriamo nella chiesetta......ci avviciniamo allaltare.....è da non credere! Qui si può percepire unenergia soffusa e delicata che, dalle mani, pervade a poco a poco tutto il corpo.
Un po più avanti, a qualche centinaio di metri, ci incamminiamo lungo un piccolo vallo che porta ad un boschetto nascosto tra lentischi dalle eccezionali dimensioni. Si entra davvero in un altro mondo. Non pare neanche di essere in Sardegna a pochi chilometri dalla costa. Pare piuttosto di essere in una foresta del Borneo o delle Amazzoni.........Qui lenergia è davvero di casa. In mezzo a questa vegetazione folta ed intricata, si svelano rocce dalle forme più diverse che emanano vibrazioni intense e particolari. Sono rocce che sono state lavorate e tagliate dalluomo: le antiche popolazioni del luogo le avevano sicuramente adoperate ed utilizzate a fini sacri e terapeutici. Successivamente sembra che i Templari durante i loro spostamenti, attraversando lisola, abbiano riscoperto e riutilizzato questi luoghi.
Incuriositi e stupiti come bambini che sperimentano cose più grandi di loro, ci avviciniamo a queste rocce per provarne leffetto.........
La prima è una roccia che presenta sulla sua superficie tre tacche. Per captarne lenergia occorre poggiare una mano su una sorta di pomello e laltra allinterno di uno degli incavi e, se si rimane in ascolto, leffetto si percepisce, eccome! Secondo test fatti risulta che la prima tacca può essere utile per problemi allapparato osseo, la seconda per problemi legati allapparato uro-genitale e la terza per rafforzare il sistema immunitario.
Salendo un po più in alto, troviamo una roccia che presenta tre gradini posta accanto ad unaltra dalla evidente forma di barca. La barca: simbolo del viaggio, di passaggio da una dimensione allaltra, mezzo verso il regno ultimo, quello dei morti. Sdraiandosi qui sopra si entra in uno stato meditativo nel giro di pochi minuti, la mente si calma, le tensioni si allentano.....
La roccia a gradini posta accanto doveva servire come momento di attesa e preparazione prima di compiere il viaggio meditativo. Ci si sedeva per raccogliersi, concentrarsi, ripulirsi interiormente.
Continuando questo inusuale percorso, arriviamo ora ad una grotta che era abitata già nella preistoria. La cosa davvero affascinante è che la grotta possiede una proprietà particolare: quella di far vedere i fasci di luce che fuoriescono dalle dita delle mani. In altre parole, in questa grotta, denominata della luce, è possibile visualizzare lenergia che è intorno al nostro corpo, la famosa "aura".
Ma il bello (e il divertente) arriva ora: siamo di fronte ad una roccia incredibilmente potente a livello energetico - la forma è quella di una sella e per sentirne gli effetti bisogna montarci sopra come se si andasse a cavallo. Si dice che essa fosse una porta dimensionale e in tempi remoti aprisse gli orizzonti dello spazio e del tempo. Oggi si sa invece che può essere utile per aiutare nei problemi legati allapparato riproduttivo e si dice anche che abbia un effetto......Viagra. Provare per credere!
Riprendiamo ora la strada, che si fa sterrata, e saliamo più in alto, sulla cresta dei monti. Un paesaggio suggestivo e pittoresco, si apre davanti ai nostri occhi: è il Bosco di la Pedra Niedda, uno dei pochi lecceti presenti in Gallura. La sensazione è magica, irreale: come in una fiaba - sembra di veder sbucare, da qualche angolo, da un momento allaltro, fate e gnomi.


Qui ci fermiamo per una pausa ristoratrice godendoci lincanto del bosco, il piacevole tepore del sole e assaporando lacqua della sorgente, unacqua leggera e fresca che dona allistante una sensazione di benessere.
Nel pomeriggio riprendiamo lescursione per raggiungere i templi preistorici di "La funtana di La Idda" (La fontana del paese). Qui si trovano le rovine di uno dei più grandi santuari della Sardegna nuragica (siamo intorno al XII-X sec. a. C.). Il santuario è composto da una serie di piccoli tempietti e da una fontana dalle acque oligominerali di rare proprietà. Larea, possiamo ben immaginarcelo, veniva utilizzata per le cerimonie sacre dove si raccoglievano tutti gli abitanti dei villaggi circostanti in occasione di grandi feste e riti particolari durante i solstizi o i pleniluni.
Salendo poco più su, scopriamo unaltra zona ricca di pietre granitiche e tra esse a colpirci di più è una roccia lavorata a sedile, come una panca naturale, comodissima, dove sono stati ricavati due posti su cui sedersi, uno carico di energia maschile, laltro di energia femminile. Il luogo è inondato da unenergia calda, che ti accarezza dolcemente.
Per come va il mondo oggi, sembrerebbe il luogo ideale per fare terapie di coppia che educano a una comunicazione ed intesa fra i partner.................il sedile sembra davvero una culla di intimità e di amore.......
"Gli antichi sapevano già" ci dice chi ci sta sapientemente guidando su questi siti persi nel tempo. In effetti, nellantichità, come affermano oggi molti studiosi, luomo aveva un legame molto stretto con la natura e la percepiva come un essere dotato di una sua vita autonoma. Per questo motivo, luomo sapeva intessere un vero e proprio dialogo con gli elementi naturali e trovare le corrispondenze segrete fra le cose: dai pianeti, su cui inventava miti e leggende fantastiche, agli animali, dai cui movimenti sapeva trarre auspici, ai luoghi, cui veniva riconosciuto un loro spirito (il "genius loci" degli antichi romani). Luomo non ha dunque edificato casualmente i suoi templi, le sue città e costruiva dove vi erano benefici influssi che provenivano dal sottosuolo, dove si emanavano energie forti e salutari. Energie che potete venire a scoprire qui, itinerando per la Gallura, quella ancora lontana dal frastuono e dal clamore turistico e racchiusa ancora in una coltre di mistero.
PER SAPERNE DI PIU
ALLA SCOPERTA DEI LUOGHI AD ALTA ENERGIA VIBRAZIONALE
Lassociazione "Uomo Natura Energia"che ha sede a Palau, in Via delle Ginestre 1/b si occupa di accompagnare turisti, appassionati e curiosi sui luoghi di alta energia vibrazionale mediante un gruppo specializzato di Guide-Interpreti garantendo così l'efficacia degli itinerari che prevedono spiegazioni, prove pratiche, meditazioni, visualizzazioni creative, giochi, rituali, racconti.
Secondo le più recenti conoscenze della fisica sappiamo oggi che viviamo in un universo composto di una rete di interconnessioni energetiche: un oceano di energia radiante in costante mutamento. I luoghi ad alta energia vibrazionale sono luoghi privilegiati dove regna un'energia cosmico-tellurica particolarmente forte e vibrante. L'uomo infatti è posto nel mezzo di queste due forze di cui ha bisogno per il suo equilibrio psico-fisico. In un luogo ad alta energia vibrazionale le forze cosmico-telluriche si trovano in perfetto equilibrio caricando ed inondando il nostro corpo e le nostre cellule di vibrazioni positive. Sostando in questi luoghi è possibile accedere a piani vibratori più sottili e perdere la nozione del tempo e dello spazio proprio come facevano gli antichi. Gli antichi infatti nei luoghi ad alta energia vibrazionale hanno spesso eretto monumenti in pietra in grado di convogliare le energie del Cielo e della Terra per il benessere dell'individuo.
Gli itinerari che l'Associazione propone sono i seguenti:
- ITINERARIO SCOPERTA
Si visiteranno la Tomba di Giganti di Li Mizzani, il boschetto della Pedra Niedda, la chiesetta di San Giorgio e il bosco sacro.
Durata 4 ore. Cosa portare: abbigliamento pratico, scarpe comode, una bottiglietta vuota.
- ITINERARIO INIZIATICO
Si visiteranno i tempietti di La Funtana di La Idda e una zona sopra i Monti Canu con pietre lavorate per riti iniziatici.
Durata 5 ore. Cosa portare: pantaloni , scarpe da ginnastica, uno spuntino.
- ITINERARIO SACRO
Si visiteranno gli incantevoli paesini di Luogosanto e di Sant'Antonio di Gallura con i loro siti sacri: la chiesa di san Trano, la chiesa di santu Santino, la pietra forata, la chiesa rupestre, la grotta, la fonte sacra.
Durata 5 ore. Cosa portare: abbigliamento pratico e scarpe comode, una bottiglietta vuota.
- BIVACCO NOTTURNO
Con partenza poco prima del tramonto si raggiungeranno i Monti Canu per trascorrere la notte su un luogo ad alta energia vibrazionale che rivelerà tutta la sua magia.
Durata: dal tramonto alla mattina del giorno dopo. Cosa portare: sacco a pelo o stuoia e coperte; frutta e cibi leggeri per la cena e la prima colazione; fazzolettini ; acqua.
- ITINERARIO MEDITATIVO
Un percorso in varie zone ad alta energia tra cui la Tomba di Sajacciu dedicato esclusivamente a captare le energie sottili, a intessere un dialogo con gli elementi naturali, a scoprire le corrispondenze segrete fra le cose.
Durata 4 ore. Cosa portare: abbigliamento pratico e scarpe comode.
-ITINERARIO LABORATORIO PER I BAMBINI
Un percorso dedicato ai piccoli che prevede varie attività di esplorazione sensoriale per scoprire la natura e la sua energia vitale in maniera divertente e serena per poi creare insieme una storia da mettere in scena in un vero laboratorio teatrale improvvisato sotto gli olivastri centenari.
Durata 4 ore. Cosa portare: abbigliamento pratico, una merendina.
-PACCHETTO BENESSERE
Un programma individuale che include sedute alla Tomba di Giganti di Li Mizzani, diagnosi energetica, lavoro di visualizzazione guidata (per sciogliere blocchi emotivi, nodi karmici, distonie energetiche), analisi del tema natale, massaggi.
Per informazioni: 0789/708380 (h.18-20,30) e-mail: info@uomoterra.it
L'intervista a Arianna Mendo, a cura di Paola Biondi
Ci sono luoghi che emanano benefici influssi che provengono dal sottosuolo. Arianna Mendo, bionaturopata, è esperta di queste energie che si possono scoprire in Gallura e in tutta la Sardegna.
- Lei sostiene che certe energie "si condensano" e vanno a formare l'aura. Ci spiega meglio? Che cos'è?
- Secondo le più recenti scoperte della fisica, tutta la materia è energia. Esistono forze più dense che sono in equilibrio dinamico fra loro e sono caratterizzate da diverse frequenze (le ricordo che anche la luce ha una propria frequenza) ed esiste una forza più sottile, una specie di energia vitale che anima tutte le creature viventi. L'aura è una specie di alone che le persone hanno intorno, che normalmente non si vede, o meglio, non siamo abituati a vedere. Può essere più o meno ampia, più o meno luminosa a seconda dello stato di benessere psico-fisico della persona. Le persone che stanno bene nel corpo e nello spirito, per esempio, hanno un'aura molto espansa (anche di diversi metri) e molto luminosa, un'aura la cui intensità si avverte anche da lontano. In questo caso si sta molto bene insieme con la persona in questione. Invece, coloro che hanno problemi di salute o disturbi psicologici possiedono un'aura debole, opaca. L'aura cambia spesso colore o intensità: dipende molto dai nostri stati d'animo e dai pensieri che ci passano per la mente.
- Ma com'è fatta l'aura?
- L'essere umano è circondato da diversi strati detti "corpi di energia" prima di arrivare al corpo fisico. Sono proprio questi strati che costituiscono l'aura.
- E quali sono?
- Partendo dal più vicino al nostro corpo fisico troviamo: il corpo eterico, che è a un livello di frequenza appena al di sopra di quello del corpo fisico; il corpo astrale, che è quello influenzato dalle emozioni; il corpo mentale, che spazia dal livello più basso, il pensiero istintivo, a quello più elevato, il pensiero intuitivo.
- E' vero che in certi luoghi si vede meglio la nostra aura?
- Esistono alcuni luoghi in natura in cui è possibile visualizzare l'aura in maniera particolarmente precisa. Uno di questi si trova qui in Sardegna, a Palau.In una grotta che, secondo gli archeologi, era abitata già nella preistoria, è possibile vedere con estrema facilità l'energia che è intorno al nostro corpo, sotto forma di veri e propri fasci di luce che fuoriescono dalle dita delle mani.
- Ma come facevano gli antichi a capire quali erano i luoghi di energia?
- Prima di tutto lo sentivano perché il loro contatto con la natura era molto stretto. Possedevano anche conoscenze astronomiche, astrologiche, di medicina. Infatti, spesso, la scelta della realizzazione di luoghi di energia (i nuraghi stessi) teneva conto dei punti in cui sorgeva o tramontava il sole, o della luna durante i solstizi o gli equinozi, o di certe stelle. Effettivamente, nel solstizio d'estate nei nuraghi ben conservati, l'aura delle persone si vede bene.
- Questo alone che sembra essere intorno al corpo di ogni persona si può vedere anche in altre circostanze, anche senza essere in questi luoghi di energia?
- Uno degli esercizi più semplici è quello di far sostare una persona contro una parete bianca in una stanza con luci soffuse. Chi vuole vederne l'aura si metterà ad una certa distanza e, tenendo gli occhi semi-socchiusi, focalizzerà l'attenzione intorno al suo capo e alle sue spalle. Dopo un po' si potrà scorgere una specie di luminescenza. Si può fare una prova anche con le proprie mani, ponendole contro la parete bianca: muovendole, traguardando con gli occhi semi-socchiusi, si vedrà questa luminescenza. Guardare con gli occhi semi-socchiusi è importante perché ci permette di entrare in un campo visivo al quale normalmente non siamo abituati. Se ci esercitiamo a vedere l'aura, diventerà sempre più facile e si comincerà a vederne l'ampiezza, i colori, la luminosità, ed eventuali opacità. Esistono poi delle apparecchiature che evidenziano ancora di più questo "effetto corona: la più nota è la camera Kirlian dal nome dello studioso russo che ha reso possibile fotografarlo.
- Tornando ai luoghi di energia, perché fa bene frequentarli?
- Lo psicoterapeuta Carl Gustav Jung affermava che oggi le nevrosi sono spesso frutto della incapacità di vivere attivamente i simboli, di sperimentare in sé, cioè, quel qualcosa di magico con cui gli antichi erano in contatto. Sostando in luoghi ad alta energia, con rispetto e amore, è possibile accedere a piani vibratori più sottili e perdere la nozione del tempo e dello spazio, proprio come facevano gli antichi. Così meditazioni sui luoghi, visualizzazioni creative, riti alla luna piena p nei nuraghi al solstizio, per citare qualche esempio, sono esperienze che producono effetti profondi e benefici.

PRODOTTI INNOVATIVI E
PROTETTIVI
PER
AMBIENTI E PERSONE
CARTINE ENERGETICHE A SUPPORTO TERAPEUTICO ONDAFORM ®
Le OndaForm sono supporti terapeutici, nati dopo anni di ricerca, preparati per esposizione ad energie naturali che hanno la proprietà di conservare l'impronta della forma di energia cui sono sottoposte e di fornire al corpo, poste in suo contatto, un quantum di energia vitale specifica in grado di riequilibrare funzioni alterate.
Le OndaForm si presentano come placchette quadrate con lato di circa 2 cm, tranne quella maggiore (2106) che presenta un lato di circa 4 cm e sono state sperimentate non solo dall'Associazione stessa, ma in diversi laboratori. La ricerca è stata condotta su cento pazienti. Sono stati misurati i punti di agopuntura secondo il metodo EAV, dopo un'accurata anamnesi e visita medica. Viene in seguito eseguito il test dei medicamenti, ponendo in contatto ciascuna OF con il paziente e rimisurando i punti di agopuntura per verificarne l'effetto. In 98 casi su 100 una o più delle OF dimostrano un effetto terapeutico, equilibrando i punti di agopuntura. Inoltre, in base alla risposta di ciascuno dei pazienti in esame, si stabilisce un effetto specifico di ciascuna di esse.
| Cod. 2103 | Cod. 2104 | Cod. 2106 | Cod. 2107 | Cod. 2108 |
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Cod. 2103
Questa OndaForm si dimostra particolarmente efficace in tutti i tipi di dolore e per problemi legati alla struttura ossea. Svolge anche un'azione tonica sull'organismo rendendosi adatta nella sindrome da stanchezza cronica, nelle convalescenze e nelle malattie croniche. Riequilibra i chakra.
Organo sui cui è attiva principalmente: il sistema nervoso centrale e periferico.
Si usa:applicata a pelle con un cerottino.
Cod. 2104
Questa OndaForma svolge un'azione prevalente sui problemi di accumulo di liquidi nel corpo, e sulle sierose e si dimostra particolarmente attiva sull'apparato urinario, sulle articolazioni, sul sistema venoso e linfatico, sulle vie biliari e sull'intestino.
Una particolarità di questa OF è quella di indurre un'attivazione dell'acqua conferendole le caratteristiche energetiche dell'acqua sorgiva. L'acqua preparata con l'aiuto di questa OF dimostra un'azione equilibratrice e normalizzante sui punti di agopuntura alterati. Inoltre, si riesce a distinguere in modo evidente il diverso sapore o carattere organoelettico dell'acqua trattata rispetto all'acqua non trattata. L'acqua trattata con questa OF è molto più leggera e piacevole da bere, tanto che tutti, in assenza di sete, sentono il bisogno di berne un secondo o un terzo bicchiere.
Svolge anche un effetto anti-invecchiamento.
Si usa: applicata a pelle con un cerottino. Per dinamizzare l'acqua: appoggiarla al rubinetto di casa o metterla sotto il bicchiere o la bottiglia per qualche secondo.
Cod. 2106
Questa OndaForm è adatta per ambienti sottoposti a campi di disturbo come quelli creati dalle acque sotterranee e dai loro incroci con le reti di Hartmann e di Curry. Viene utilizzata dunque per disturbi geopatici naturali che causano uno stress ed un indebolimento sulla persona. Secondo gli esperimenti effettuati, ponendo una persona su un nodo di Hartmann, il punto del duodeno tende ad alterarsi in senso infiammatorio. Ponendo al suolo la OF a distanza anche di qualche metro dal paziente, tale alterazione cessa istantaneamente.
Si usa: appoggiata a terra, a contatto con il pavimento.
Cod. 2107
Questa OndaForm è adatta alle persone che vivono in ambienti vicino a telefoni cellulari, computer, strumenti elettrici ed elettronici o che fanno molto uso di tali apparecchi, con sospetto quindi di inquinamento da elettrosmog, da telefonia cellulare, computer, televisione.
E' ormai risaputo che il telefono cellulare, ad esempio, anche spento, ma soprattutto se acceso, crea un'alterazione molto marcata dei punti del duodeno, dei plessi nervosi, del sistema nervoso centrale, dei vasi coronarici. Quando si riceve una chiamata o nella ricerca della comunicazione, al momento del contatto, scatta una forte onda elettromagnetica, della durata di circa 1 secondo che colpisce il cervello attraverso la regione auricolo-temporale, dove si appoggia il ricevitore. Ponendo questa OF nel telefonino le onde emesse da esso divengono terapeutiche e addirittura non solo equilibrano i punti che prima disturbavano, ma equilibrano anche altri punti patologici, trasformando paradossalmente il telefono cellulare in uno strumento terapeutico.
Si usa: inserita fra la batteria ed il cellulare. Per il computer: davanti alla facciata del computer o a qualsiasi parte dell'elettrodomestico.
Cod. 2108
E' adatta a persone molto stressate ed infastide da altre persone in famiglia e/o sul lavoro, quindi a persone che per necessità lavorative entrano in contatto con altre persone (terapeuti, infermieri, insegnanti, psicologici, ecc). La positività ai test di questa OF marca una problematica emozionale molto intensa del paziente verso un'altra o altre persone. Il terapeuta, portando costantemente questa OF a contatto con la pelle mentre lavora, non si stanca nel rapporto con la gente e alla fine della giornata è più riposato e meno scarico.
Si usa: applicata a pelle con un cerottino durante le ore di lavoro.
Cod. 2102
E' adatta per chi ha un problema connesso in modo particolare ad un organo come ad esempio il fegato, il pancreas, i polmoni, l'apparato digerente.
Si usa: applicata con un cerottino o nella zona della fossetta lombare destra o direttamente sull'organo colpito.
Cod. 2104/2
Ha un'azione prevalente di purificazione energetica corporea ed è adatta nei casi di intossicazioni o di intolleranze alimentari.
Si usa: applicata a pelle con un cerotto, soprattutto quando si mangia e durante la fase digestiva.
Cod. 2105
Svolge un'azione purificatrice da energie negative prodotte da altre persone, vicine o lontane.
Si usa: applicata a pelle o tenuta in mano per mezz'ora alla settimana.
Cod. 2109
Svolge un'azione disintossicante dal fumo. Si dimostra particolarmente attiva sui polmoni.
Si usa: applicata a pelle con un cerotto o appoggiata sul pacchetto di sigarette. Ha la caratteristica di conferire un sapore poco gradevole alla sigaretta ed essa diventa anche molto più leggera. Elimina l'effetto intossicante.
Cod 2110
Si dimostra particolarmente efficace per alleviare gli stati di panico, di choc, di insicurezza. conferendo calma e tranquillità. E' particolarmente attiva sul sistema nervoso centrale e periferico.
Si usa: applicata a pelle con un cerotto nella fossetta lombare destra o sul torace a livello del cuore o in mano fino a quando uno non ha ritrovato la calma.
Cod. 2111
Svolge un'azione calmante, tranquillizzante, anti-stress ed è ottima per i casi di insonnia.
Si usa: applicata a pelle con un cerotto da collocare nella fossetta lombare destra o a livello di torace dove c'è il cuore.
Cod. 2112
Svolge un'azione di protezione dagli influssi cosmici negativi. Risulta particolarmente efficace quando si è di fronte ad influssi planetari in contrasto con il modello energetico astrale di nascita.
Si usa: applicata a pelle con un cerotto da collocare preferibilmente nella zona della fossetta lombare destra per tutto il periodo dell'influsso negativo.
Dai dati esposti e dalle ricerche sinora effettuate emergono prospettive molto incoraggianti per non dire entusiasmanti rispetto all'impiego delle OF come supporto terapeutico e diagnostico.
La durata vibrazionale delle Ondaform ® è di 12 mesi.
N.B. Le Ondaform non sostituiscono alcuna diagnosi né cura medica o psicologica, ma si affiancano su un piano esclusivamente energetico e nel rispetto totale della fisiologia della persona.
Le Ondaform sono registrate come marchio.
Per ulteriori informazioni: 0789/708380 (h.17.00-20,30) e-mail: info@uomoterra.it
Uso dei telefoni mobili: un nuovo rischio professionale?
Traversa F., Istituto di Medicina del Lavoro Università di Genova
La scorsa estate il CNR e l'ISPESL, a completamento di uno studio promosso da privati per altri motivi, hanno effettuato una serie di misurazioni su circa 100 modelli di telefoni cellulari, dalla quale è emerso che nessun apparecchio rispettava i limiti previsti dalla normativa italiana relativamente alle "grandi antenne" (stazioni radiobase per telefonia mobile e sistemi fissi radiotelevisivi). Dal canto suo, il WWF ha denunciato la mancanza di omologazione sanitaria degli apparecchi, con la quale verrebbero probabilmente messi al bando i modelli a più alta emissione.
Nello stesso periodo sono sorte due iniziative in Paesi esteri: 1) nel luglio 2000 dagli Stati Uniti è giunta la notizia che la principale associazione di produttori impegnava le industrie ad indicare entro la fine dell'anno il livello di campo magnetico dei nuovi modelli di telefoni mobili; 2) nel Regno Unito è stato annunciato che entro il Natale 2000 i telefonini verranno venduti con un'avvertenza per i consumatori, simile a quella che compare sui pacchetti di sigarette, circa i possibili rischi per la salute.
L'applicazione della normativa italiana agli impianti fissi (D.M. 381/98) ha già creato difficoltà rilevanti. Il decreto prevede limiti di esposizione per la popolazione (in termini di campo elettrico, campo magnetico e densità di potenza) per intervalli di 6 minuti, nonché limiti (con valori circa dieci volte inferiori ai precedenti) per periodi superiori alle quattro ore .
Il 15 settembre 2000, in base ad un'ordinanza del Comune di Roma confermata dal TAR Lazio, era il termine entro il quale ENEL e Telecom avrebbero dovuto provvedere alla demolizione di due enormi antenne ubicate a pochi metri dalle aule della scuola elementare "Leopardi" nel centro di Roma. Nel mese di ottobre è effettivamente iniziata la demolizione che tuttavia è stata interrotta lasciando in piedi circa la metà degli impianti. Dopo tale parziale demolizione, l'ARPA ha effettuato delle nuove misurazioni che hanno rivelato in molte zone della scuola il persistente superamento, fino all'80%, dei limiti stabiliti dalla legge per le esposizioni continuative (superiori alle 4 ore). In effetti sulla zona agiscono complessivamente 27 tralicci e circa 400 sistemi di radiotelecomunicazione. Una circolare ha stabilito pertanto che la scuola, suddivisa in area "A" ed area "B", sia utilizzabile ruotando le classi da un'area all'altra per evitare che gli alunni restino per più di 4 ore nell'area B più inquinata. Il consiglio regionale del Lazio ha votato nel novembre 2000 il piano di delocalizzazione (cioè lo spostamento delle antenne), ma la protesta dei genitori continua da mesi per ottenere soluzioni concrete.
Questa situazione è il simbolo di una forma di inquinamento che riguarda molte città (Pecetto Torinese, S. Silvestro di Pescara, Erice, Rocca di Papa e molti altri siti).
Per quanto riguarda i telefoni mobili, la legge istitutiva del servizio sanitario nazionale (L. 23 dicembre 1978, n. 833), al fine di predisporre "garanzie di salute uniformi in tutto il territorio nazionale", all'art. 4 prevede "l'omologazione, per fini prevenzionali, di macchine, di impianti, di attrezzature e di mezzi personali di protezione".
Ad oggi l'omologazione è stata attuata esclusivamente per i telefoni E-TACS (circa 6 milioni gli utenti attuali) sulla base di un decreto del Ministero delle Comunicazioni, il n. 458 del 20 giugno 1995. Nel decreto, che peraltro non prevede limiti di esposizione, è previsto che nei manuali d'uso sia riportata la frase: "Gli utenti sono avvisati che per un uso soddisfacente dell'apparato e per la sicurezza personale, si raccomanda che nessuna parte del corpo deve trovarsi ad una distanza inferiore a 20 cm dall'antenna durante il funzionamento dell'apparato".
Le numerose direttive CEE che si sono succedute dalla n. 89/336 in poi, previste per "il ravvicinamento della legislazione degli Stati membri relativamente alla compatibilità elettromagnetica di apparecchi elettrici", i cui fini sono esclusivamente tecnici, sono attualmente l'unico presupposto del poco rassicurante marchio CE posto sui cellulari GSM di 20 milioni di italiani, tutti privi di una vera omologazione.
La conseguenza più evidente è che le persone che usano il telefonino per qualche ora al giorno possono essere esposti ad emissioni che superano da 3 a 10 volte i limiti che la normativa italiana prevede per la popolazione "in edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore". Tale è certamente la situazione di alcune professioni che oggi si svolgono prevalentemente attraverso il telefono.
Quali le possibili soluzioni? La migliore forma di prevenzione è l'informazione: sarebbe auspicabile che anche in Italia fosse prevista un'etichettatura contenente alcuni dati essenziali sul prodotto, come ad esempio: 1) potenza minima e potenza massima, in relazione all'intensità del segnale (tacche), espressa in V/m; 2) valori di esposizione minimi e massimi utilizzando l'auricolare originale, sempre espressi in V/m; 3) un'indicazione del tipo "l'esposizione prolungata a valori superiori a 0,5 V/m può nuocere gravemente alla salute".
Giace attualmente in Senato il disegno di legge quadro n. 4273 "Tutela della salute della popolazione e dei lavoratori dagli effetti derivanti dall'esposizione a campi elettromagnetici", già approvato dalla Camera dei Deputati nel luglio 1999, che dovrebbe mettere ordine in tutta la materia. Purtroppo la prossima fine della legislatura mette in forse una possibile approvazione in tempi ragionevoli.
Sono giustificate le preoccupazioni sugli effetti sanitari di queste esposizioni? Gli studi in proposito sono ormai migliaia, ma non sono state date risposte definitive. In Italia è attualmente in corso una metanalisi diretta dal CNR e cofinanziata dal Ministero della Sanità su oltre 10 studi epidemiologici internazionali, che sembrerebbe indicare un aumento del rischio di malattie. Come è noto, le patologie poste in relazione con queste esposizioni sarebbero soprattutto i linfomi ed alcuni tumori cerebrali.
Nell'incertezza sui livelli di soglia che potrebbero essere indicati in relazione con detti rischi, un criterio generale di sicurezza è quello di evitare le esposizioni indebite. In tale filone si innesta la ricerca di dispositivi che diminuiscano i livelli di esposizione dei soggetti che usano il cellulare. Nel nostro Istituto è stata avviata una ricerca in collaborazione con la Clinica Otorinolaringoiatrica e la Cattedra di Neurofisiopatologia della nostra Università sugli effetti biologici associati all'uso di piccole placche opportunamente pretrattate con radiofrequenza, denominate Ondaform, ed inserite nei telefonini. La ricerca sta valutando le modificazioni ematochimiche (variazioni della formula leucocitaria e di componenti del siero) e neurofisiologiche (elettroencefalogramma, otoemissioni, test psicodiagnostici) indotte su volontari sani dall'uso dei telefoni cellulari con e senza placca. I primi risultati sembrano confermare da una parte la presenza di alterazioni di alcuni dei parametri esaminati con l'uso del telefono cellulare, dall'altra l'efficacia della placca Ondaform nel limitare gli stessi effetti.
MEDITAZIONE: TECNICA DI RIEQUILIBRIO PSICO-FISICO
di Arianna Mendo
Aiuta a liberarsi dalla negatività, ad aprire la mente, a essere consapevoli delle proprie capacità
Corpo e mente non sono separati e indipendenti. Gli antichi lo sapevano già e anche adesso in Oriente, in particolare nel Tibet e in India, questa consapevolezza è molto radicata. In Occidente, invece, questa concezione si era persa ma oggi le ricerche compiute dalla psiconeuroimmunologia (la scienza che studia i nessi biologici tra mente, cervello e sistema immunitario) stanno chiarendo sempre più i meccanismi che mettono in relazione la parte fisica e la parte psichica dell'individuo.
Secondo le ricerche più recenti i centri emotivi del cervello sono strettamente correlati al sistema immunitario e a quello cardiovascolare. Stress e tensioni indeboliscono i due sistemi, al contrario, una mente in pace con se stessa è il miglior alleato della salute fisica.
La meditazione è una tecnica che consente di rasserenare la mente sciogliendo gli stress accumulati nel corpo e sul piano emotivo. Può essere paragonata a un'operazione di pulizia e rinnovamento, attraverso la quale il cervello riesce a creare nuovi percorsi per incanalare le energie, percorsi che aprono nuove potenzialità e che nutrono l’espressione creativa. In altre parole, la meditazione può essere considerata un metodo molto efficace per eliminare lo stress e le emozioni negative. Allo stesso tempo è in grado di favorire straordinari processi di trasformazione tanto nel corpo quanto nella mente sia a breve che a lungo termine.
COME COMINCIARE
Il percorso di meditazione spiegato qui è molto semplice e adatto per chi è alle prime armi. Si rifà a una meditazione di tipo tibetano, caratterizzata dall'impiego di esercizi di visualizzazione finalizzati alla purificazione della mente e all'acquisizione di energia positiva.
Esistono però anche altri tipi di meditazione che, allo stesso scopo, privilegiano tecniche di "vuoto mentale" e altre ancora. Chi desidera approfondire la conoscenza di questo affascinante argomento può ricorrere ai diversi manuali (la produzione sull'argomento è molto vasta), spesso corredati anche da cassette con esempi di esercitazioni pratiche. Oppure può seguire un corso di meditazione. Basta rivolgersi a un centro yoga o di benessere naturale che normalmente prevedono anche attività meditative per singoli o di gruppi. Spesso anche i centri di cultura orientale hanno maestri che insegnano questa tecnica da loro a lungo praticata.
Quando si comincia a meditare la cosa migliore è non preoccuparsi delle eventuali difficoltà e concentrarsi piuttosto sui benefici che si avvertono. E’ fondamentale, soprattutto, praticare con costanza e sentire cosa avviene a livello fisico e mentale. Bisogna avere pazienza e mantenere un atteggiamento mentale positivo e aperto per ascoltare ciò che viene insegnato: i risultati non tarderanno ad arrivare.
LA SCELTA...... DEL LUOGO
La pratica della meditazione richiede perseveranza e anche chi sceglie di fare la meditazione in gruppo ha bisogno di esercitare la tecnica per conto proprio ogni giorno.
Il luogo più adatto per la pratica è un posto tranquillo, dove ci si sente a proprio agio e dove la mente non riceva distrazioni. Se è possibile usufruire di uno spazio naturale è meglio: gli alberi, il suono dell’acqua, la vista del cielo sono di grande aiuto per entrare in contatto con la propria interiorità e per rilassarsi.
Ma se questo non è possibile allora si può scegliere un angolo tranquillo della casa e predisporlo con incensi profumati, candele, fiori per aumentarne le vibrazioni positive.
...... DEL MOMENTO
Il momento più adatto è quando si dispone di pace e calma: che questo accada la mattina, la sera dopo il lavoro o lo studio, o prima di coricarsi, non ha importanza.
La durata della meditazione dipende dalle proprie necessità e capacità. Si può meditare per pochi minuti ma anche per un’ora. In ogni caso la priorità deve essere data al fatto di esercitarsi ogni giorno.
LA POSTURA
L’obiettivo fondamentale delle posizioni della meditazione è di rilassare i muscoli e aprire i canali energetici del corpo per permettere all’energia e al respiro di fluire liberamente e naturalmente. In questo modo si consente alla mente di calmarsi, di essere elastica e flessibile.
Si può praticare la meditazione sedendo su una sedia:in questo modo non si rischia di addormentarsi (cosa che potrebbe accadere meditando sdraiate). In più questa è una posizione ideale per chi tende a soffrire di mal di schiena: mantenere la colonna vertebrale ben eretta, lasciare cadere le spalle in posizione morbida, porre le mani sulle cosce con i palmi rivolti all’insù; chiudere gli occhi e reclinare leggermente la testa in avanti.
Se ci si siede a terra, la posizione ideale è quella del “fior di loto”: incrociare le gambe, porre le mani in grembo con i palmi all’insù e con la destra sulla sinistra ( il contrario per chi è mancina) oppure appoggiarle sulle ginocchia. Tenere gli occhi chiusi.
Se si sceglie la posizione sdraiata, sistemarsi supini con le braccia rilassate lungo i fianchi e i palmi delle mani rivolti all’insù. Chiudere gli occhi.
IL RESPIRO
Quando si medita, è importante respirare naturalmente e con calma. La consapevolezza del respiro, del suo ritmo fatto di inspirazione ed espirazione, è un metodo efficacissimo per allentare le emozioni negative.
Per entrare in uno stato di rilassamento è consigliabile dunque iniziare con un ciclo di 5/ 9 respirazioni a cui unire immagini mentali: inspirando immaginare di far entrare nel corpo una luce curativa, purificatrice; quando si espira immaginare che questa luce porti fuori dal corpo tutta la negatività accumulata.
IL RILASSAMENTO
La fase successiva è quella di rilassamento, molto importante perché aiuta a sciogliere le tensioni muscolari e a creare lo spazio mentale di calma. Rilassarsi però non significa lasciarsi andare alla sonnolenza, alla semi-coscienza o al torpore. La meditazione più efficace è, infatti, quella vigile che permette alla mente di essere lucida.
Partendo dalla testa piano piano, prendendosi tutto il tempo necessario, si rilasseranno tutte le parti del corpo.
LA VISUALIZZAZIONE
Finito il rilassamento, si è creato lo spazio mentale di calma idoneo per entrare nella successiva fase della visualizzazione. La visualizzazione aiuta a trasformare i modelli mentali negativi in positivi. E’ una tecnica naturale perché si pensa continuamente per immagini: ricordando, ad esempio, i propri cari o un luogo di vacanza, queste immagini si formano con estrema vividezza nella mente.
Nella meditazione si visualizza per uno scopo ben preciso, ma il processo è lo stesso.
Atleti ed artisti professionisti si avvalgono di questa tecnica per migliorare le prestazioni e mettere in atto tutte le possibilità di cui dispongono: nutrirsi di immagini positive aiuta ed ispira ogni tipo di persona e di attività.
Lo scopo della visualizzazione è riuscire ad evocare le immagini e a porre su di esse tutta l’attenzione possibile fino ad essere completamente assorbite. Questo insegna a concentrarsi e la concentrazione rende la mente forte, lucida, calma.
E' importante lasciare emergere le immagini spontaneamente permettendo alla propria conoscenza interiore di agire e di trasmettere informazioni.
TRE ESERCIZI DA PROVARE
Il globo di luce
L'obiettivo E' una utile fonte di auto-benessere a livello psico-fisico.
Le fasi:
Il prato, il saggio
A cosa serve: Insegna a pensare in positivo e ad apprezzare la vita.
Le fasi:
· Immaginati su di un prato, in un giorno d’estate. La temperatura è quella giusta per te. Sul prato ci sono fiori colorati. Senti gli uccelli cantare. Assapora appieno questa pace e la calma del luogo.
· Immagina di vedere sul prato una tela per dipingere: ci sono i pennelli ed i colori e ti viene voglia di disegnare un autoritratto. Dipingiti in piena salute, felice, con gli occhi radiosi, il viso luminoso, il sistema nervoso vitale e tranquillo al tempo stesso, con il sistema immunitario forte. E poi, una volta finito il ritratto, metti la tua firma nell’angolo destro in basso.
· Ora osserva le nuvole che corrono in cielo e sali su una di esse. La giornata è splendida e senti come la nuvola è morbida e soffice e come accarezza la tua schiena e la massaggia dolcemente come un cuscino di luce.
· Osserva il cielo terso e azzurro, il verde brillante dei prati sotto di te e i fiori colorati.
· Ora ritorna sul prato, poi cammina fino a che non arrivi all’imboccatura di un sentiero che porta nel bosco.
· Entra nel bosco e continua a camminare tra gli alberi. Il sole illumina il sentiero.
· Sei arrivato in una radura e al centro c’è una bella casa. La porta è aperta, entra.
· Dentro tutto è accogliente, piacevole, caldo. Il sole entra nella stanza e c’è un bel divano comodo su cui vai a sederti.
· Non sei solo nella stanza: prendi coscienza che c’è una persona, è un vecchio maestro di saggezza. Osservalo, osservane gli occhi e riconosci che nel suo cuore c’è racchiusa tutta la saggezza dell’universo.
· Ora il vecchio saggio si avvicina a te: lo sguardo è luminoso, ti guarda con affetto profondo, ti prende la mano e ti parla. Ascoltalo dire: “Credi nella vita, scorri con la vita, la vita è per te”.
· Ora il maestro deve andarsene, ma potrai richiamare la sua presenza ogni volta che lo vorrai per avere ispirazione, saggezza, benessere. Salutatevi.
· Ora anche tu lasci la stanza e ti dirigi nuovamente nel bosco per tornare al prato. Il sole brilla ancora, ti senti meravigliosamente bene.
· Sei di nuovo sul prato. In mezzo c’è un grande albero, forte e ben diritto. Avvicinati e abbraccialo, appoggia il viso contro la corteccia e captane la forza vitale.
Confini in espansione
L'obiettivo: E' utile per esplorare se stessi, per riconoscere quali limiti ci si impone e imparare a dissolverli per arrivare così ad una condizione di apertura e di maggiore creatività.
Le fasi:
Come concludere
Una volta terminato il percorso di visualizzazione, lentamente si riaprono gli occhi, si muovono braccia e gambe con dolcezza, allungandole, si riprende coscienza del luogo in cui ci si trova.
Si possono poi dedicare alcuni minuti alla trascrizione delle sensazioni provate, per confrontarle con quelle di altri momenti di meditazione. Se invece si è meditato in gruppo, questo è il momento in cui si condividono le emozioni sperimentate, raccontandole.
Arianna Mendo è esperta in tecniche meditative di visualizzazione e conduce gruppi o persone singole ad una più alta consapevolezza del Sé. Per contattarla: 0789/708380 dalle 18.00 alle 20.30 dal lunedì al venerdì o via e-mail: arianna@uomoterra.it
Il testo qui riprodotto è apparso sul numero di marzo 02 della rivista "Silhouette Donna".
I RITI MAGICI ATTORNO AGLI IDOLI DI PIETRA
Per millenni gli antichi abitanti si sono tramandati cerimoniali che gli studiosi cercano di interpretare
di Mauro Aresu (su L'unione sarda nov. 05)
La Sardegna oggi è definita da molti studiosi come un museo a cielo aperto per l'innumerevole quantità di monumenti e vestigia. Ha visto il fiorire di un'antica civiltà autonoma ed originale come quella nuragica con il sorgere di decine di migliaia di strutture difficilmente confrontabili con altri monumenti esistenti nel resto del mondo. Queste antiche popolazioni erano distribuite in tutto il territorio dall'entroterra alla costa, dai monti alla alla pianura e vivevano suddivisi in tribù o clan. Il villaggio era capeggiato da un uomo dalle doti insolite: uno sciamano-stregone che aveva il potere di vita e di morte. Ma questi uomini primitivi sardi non avevano (o almeno crediamo) una scrittura in modo da lasciare ai posteri informazioni sulla loro vita quotidiana. Non è vero infatti che l'immenso bagaglio culturale e spirituale degli antichi sardi non sia mai stato trascritto, semmai quell'immenso sapere non è stato espresso in modo strutturato e codificato. Molte notizie sono state tramandate in codice, altre nascoste e dissimulate dietro fiabe e leggende. Molti miti sono stati contagiati, contaminati, alterati o non completamente interpretati, tuttavia, al di là dell'incerta e fluttuante memoria, c'è ancora (per fortuna) un filo che lega il nostro presente alla tradizione antica. Dalla conoscenza trasmessa dagli stregoni -sciamani per via orale e iniziatica hanno origine i riti magici. Da fonti classiche giunte fino a noi dell'epoca nuragica si ha notizia del culto dei morti presso le tombe (e altri templi) con i riti di incubazione di sfondo magico-terapeutico che duravano cinque giorni e cinque notti, dove, immersi nel sonno, privi di coscienza, si curavano da ossessioni e altre problematiche fisiche. Si racconta inoltre dei rituali che venivano celebrati presso i pozzi sardi dove si svolgevano le cerimonie dove gli imputati venivano sottoposti al giudizio delle acque. Se bagnandosi gli occhi con quel liquido prodigioso avessero perso temporaneamente la vista, sarebbero stati condannati per il reato perpetrato. Si ritiene che in taluni casi l'acqua prima della prova di giudizio venisse alterata con l'immissione di liquidi derivati da erbe tossiche o allucinogene presenti in Sardegna quali la cicuta o l'euforbia in grado di causare una cecità temporanea e confermare pertanto la colpevolezza dell'imputato.
Si ricordano altresì usanze di riti intorno ai betili e menhir per invocare la fertilità dei luoghi o affinché le donne non fossero sterili. Questa usanza si è tramandata per millenni. Inoltre, in moltissimi casi, le chiese vennero edificate in sovrapposizione a strutture preistoriche mantenendo la sacralità del luogo. La stessa cultura materiale composta di oggetti e pietre è spesso adornata di motivi geometrici o figurativi simbolici che ai nostri occhi appaiono irrilevanti mentre per i nostri avi rappresentava un principio attivo atto a scacciare le forze del male e per essere di buon auspicio per la loro esistenza terrena.
L’intervista a Paola la Rosa di Luciano Garibaldi
EDUCARE GLI OCCHI
Dopo la scoperta di un gruppo di scienziati britannici che ha messo a punto una macchina capace di valutare gli spostamenti delle pupille in termini di millisecondi, abbiamo intervistato Paola La Rosa, docente della «palestra degli occhi» e aderente a Vision Wellness Club, per capire come colmare le carenze visive che un po’ tutti ci portiamo appresso sin dalla prima infanzia.
«Chi impara a regalare benessere ai propri occhi con tecniche naturali, si accorge ben presto di vedere meglio, ma non solo: si accorge, per esempio, di guidare l’auto con più sicurezza, di avere una memoria migliore, di leggere più velocemente». Così ci diceva, in un’intervista pubblicata sul numero 9 di «MIX Magazine», Paola La Rosa, docente, assieme a Laura Canepa, della «Palestra degli occhi», esperta in optometria comportamentale, titolare della «PLOttica» di Savona, aderente al Vision Wellness Club. Ci sono balzate alla mente queste parole leggendo, su «Repubblica», un ampio servizio che annunciava una scoperta scientifica inglese: quando leggiamo un libro o un giornale, le nostre due pupille saltano seguendo percorsi divergenti. L’annuncio della scoperta è stato dato dal professor Simon Liversedge, della Southampton University, al Festival della Scienza di York, dove ha illustrato le potenzialità dell’apparecchio messo a punto e realizzato da lui e dai suoi colleghi e in grado di riconoscere gli spostamenti delle pupille in termini di millisecondi. Sarà così possibile valutare con esattezza matematica le capacità visive di ogni persona.
Siamo tornati da Paola La Rosa, nel suo accogliente centro ottico di via Verzellino 7, a Savona, per meglio valutare l’importanza di questa scoperta ed abbiamo iniziato con questa domanda:
- Ora è ufficiale: quando ci si concentra nella lettura di un testo, si incontrano problemi, come la difficoltà di ricezione della comunicazione, per via della disarmonia tra i movimenti degli occhi. Si capisce dunque meglio perché l’equilibrio binoculare è fondamentale per il comfort.
In effetti, occorre che si stabilisca una relazione armoniosa tra i due sistemi fondamentali della visione: quello della messa a fuoco e quello della centratura. La messa a fuoco è il meccanismo che ci consente di vedere nitido. La centratura è invece il meccanismo che ci permette di centrare con l’occhio l’immagine o l’oggetto che vogliamo vedere. Nel caso della lettura, la parola. Questi due sistemi sono in armonia se ognuno dei due occhi è in grado di compiere movimenti coordinati, armoniosi e flessibili.
- E’ questo uno degli obiettivi dei corsi della «palestra degli occhi»?
Esattamente. Grazie all’applicazione del metodo Bates, alla optometria comportamentale e alle altre tecniche derivanti dalle discipline olistiche che servono a migliorare il comfort generale della persona, riusciamo a colmare le lacune che si sono verificate nello sviluppo visivo di ogni nostro ospite, a partire dalla prima infanzia, anzi, soprattutto nella prima infanzia.
- Quali sono le ragioni di tali carenze?
Vede, la visione è, assieme al tatto, il primo canale, anzi, decisamente, il canale più importante attraverso cui il bambino si pone in relazione con il mondo che lo circonda. Oggi sappiamo che il problema dei disturbi specifici dell’apprendimento legati alla visione è molto grave. Tali disturbi, infatti, riguardano ormai il 90 per cento dei bambini che arrivano alla quinta elementare. E’ dunque un fenomeno assolutamente preoccupante. Anche la Federottica si è mobilitata sottoscrivendo un accordo con l’Associazione per la lotta alla dislessia e creando un apposito corso per insegnare agli ottici optometristi come trattare questo disturbo.
- In che cosa consiste, esattamente, la dislessia?
Proprio nella difficoltà di lettura, che si esprime nella difficoltà di interpretare il simbolo grafico, ovvero la parola, in modo corretto. Nel corso della recente «Consensus Conference», organizzata appunto dall’Associazione per la lotta alla dislessia, è stato stabilito che questo tipo di disturbi dell’apprendimento non può essere trattato da un singolo professionista, ma necessita di un approccio multidisciplinare. E, per la prima volta in Italia, l’ottico optometrista è stato identificato come una figura fondamentale in quanto egli è in grado di valutare non soltanto l’acutezza visiva (i famosi «dieci decimi»), ma tutte le abilità visive, che sono poi quelle che consentono agli occhi di fare i movimenti finalmente scoperti, dalla scienza ufficiale, alla Southampton University.
- In realtà, queste cose gli optometristi le dicono da ormai quasi un secolo.
Proprio così. E basterebbe ricordare la vicenda del dottor William Horace Bates, che per le sue intuizioni fu trattato malissimo ed emarginato dalla scienza ufficiale. Scoperte come quella annunciata a York, sono la migliore conferma che le intuizioni di Bates erano corrette e straordinarie. Ne ho avuto la riprova rileggendo il libro di uno dei padri della moderna optometria, G. N. Getman, libro che s’intitola «Come sviluppare l’intelligenza del bambino» ed è stato tradotto in italiano a cura dell’EASV (European Academy of Sports Vision). I suoi consigli per i genitori e gli insegnanti affinché un’infanzia vissuta in maniera corretta possa assicurare il successo nell’età adulta, sono gli stessi che noi diamo a chi frequenta la nostra «palestra degli occhi».
- Eccoci tornati alla «palestra degli occhi», signora Paola. Gli adulti che ne frequentano i corsi quali benefìci possono trarne, ad esempio nel campo della lettura, che è quello da cui siamo partiti in questa intervista?
Se il nostro «allievo» - chiamiamolo così - è stato un bambino che non ha potuto percorrere a pieno le tappe dello sviluppo con l’esperienza necessaria. O se ha potuto percorrerle, ma, in seguito, il patrimonio acquisito si è deteriorato a causa di abitudini di vita negative (come lo stare davanti al computer per giornate intere, il non vivere mai all’aria aperta e così via), la «palestra» serve a colmare questi deficit, insegnando esercizi semplici che servono a riprodurre quelle esperienze necessarie per migliorare le nostre abilità visive. Una vera e propria rieducazione.
LA BIOPSICOCIBERNETICA SECONDO ME
Luciano Pederzoli
26
febbraio 2008
Biopsicocibernetica è una parola di uso tutt’altro che frequente, quindi è opportuno chiarirne il significato. Alla lettera, è la capacità di guidare psichicamente ciò che è vivente, poiché la parola è composta da tre parti:
bio - dal greco βίος (bìos) = vita - da cui l’italiano “biologia”
psico - dal greco ψυχή (psykhé) = soffio vitale - da cui l’italiano “psiche”
cibernetica - dal greco κυβερνήτης (kybernètes) = timoniere, capo - è “l’arte di guidare”.
Tuttavia la parola ha assunto un significato più esteso ed articolato e significa, in estrema sintesi, “capacità di influenzare la realtà per via psichica”. Per approfondimenti, leggere:
LA
BIOPSICOCIBERNETICA. UNA BRANCA DELLE SCIENZE DELL'UOMO di Enrico
Marabini, La Mandragora Editrice, 2007 (il dott. Marabini è direttore de
IL LABORATORIO
INTERDISCIPLINARE DI RICERCA BIOPSICOCIBERNETICA,
di cui faccio parte, che ha sede a Bologna -
www.laboratorio.too.it
- D’ora in poi lo chiamerò semplicemente IL LABORATORIO).
Fatta questa doverosa premessa, mi pare corretto spiegare anche perché sono arrivato ad occuparmi di un argomento così insolito, che consiste, in pratica, nello studio scientifico di fenomeni comunemente definiti “paranormali”, ovvero non spiegabili con le conoscenze scientifiche tradizionali.
Bisogna risalire a tanto tempo fa. Quando ero ancora un bambino, nel 1954, fu un mio zio paterno, uomo di profonda cultura e di vasti orizzonti, che per me faceva le veci di un nonno (i miei nonni veri erano morti prima che io nascessi e lui aveva 47 anni più di me), a parlarmi per la prima volta di quelli che adesso vengono definiti “fenomeni di frontiera”, ad alcuni dei quali egli aveva assistito personalmente, essendo amico di un dotatissimo medium che svolgeva tale attività solo per la cerchia dei conoscenti, senza alcun interesse economico.
Questo zio era laureato in filosofia, ma era un grande appassionato di scienza ed io ero uno di quei maledetti/fortunati che hanno, fin da piccoli, una vocazione precisa. Avevo quella per la scienza e la tecnica e l’ho rispettata laureandomi in ingegneria, dopo aver frequentato (volentieri, essendo la cultura classica una tradizione familiare) il liceo classico. Sotto la sua guida mi trovai subito ad avere a che fare con due mondi apparentemente incapaci di comunicare tra di loro (scoprendo solo molto tempo dopo che uno faceva capo all’emisfero destro del cervello e l’altro a quello sinistro). Ai miei occhi ambedue erano ugualmente degni di rispetto, così come la persona che me li aveva presentati, ma fu subito chiaro che, da un lato, i “fenomeni di frontiera” erano spesso gestiti da malintenzionati, i quali sfruttavano l’impreparazione scientifica della gente a proprio vantaggio, e dall’altro che il mondo scientifico era molto chiuso, autoreferente e basato su dogmi, come una fede religiosa.
La scienza e la tecnica mi attraevano molto, anche se presentavano delle serie difficoltà di studio, e ci mi ci dedicai senza rimpianti: lo sentivo come un dovere verso me stesso.
Una volta laureato, mentre
svolgevo il mio lavoro tecnico, continuavo ad occuparmi dei “fenomeni di
frontiera” e lentamente mi si chiariva il compito che dovevo tentare di
svolgere, conoscendo bene ambedue i mondi: renderli, per quanto
possibile, compatibili l’uno con l’altro.
Il compito è estremamente arduo, in particolare perché l’impreparazione generale riguardo ai “fenomeni di frontiera” e la scarsa credibilità di molti operatori genera uno scetticismo diffuso e rende credibile la negazione ”a priori”, da parte della scienza “ufficiale”, dell’esistenza di tali fenomeni, dei quali quelli una volta definiti “paranormali” sono una componente importante. Una negazione con un preciso senso logico: chi detiene il “potere” tramite la cosiddetta “scienza ufficiale”, quindi gode di pubblico prestigio e sfrutta in qualche modo gli ingenti stanziamenti nazionali e sovranazionali in tale settore, non ha nessun interesse a dichiarare di non essere il depositario di TUTTA la verità. Se tollerasse il contraddittorio, ammetterebbe la possibilità che qualcuno, per di più non inquadrato nel proprio protettivo sistema di potere, possa sapere qualcosa di più o di diverso, e quindi possa aver diritto anch’egli ad un posto al sole del prestigio sociale e degli stanziamenti.
Il rischio della perdita di potere (e/o del denaro) genera l’Inquisizione: l’abbiamo subita per tanto tempo che non c’è da stupirsi se si presenta ancora sotto diverse spoglie. Inoltre bisogna onestamente dire che la “scienza ufficiale” si è rivelata molto utile all’umanità, insegna concetti generalmente giusti ed i suoi risultati sperimentali sono quasi sempre attendibili, ma ha un punto debole: tende a non prendere in considerazione, quando non addirittura a nascondere, i risultati sperimentali non “consoni” ai dogmi in vigore e le interpretazioni “diverse” dei risultati sperimentali accettati.
Ecco un esempio chiarificatore: “Gli alieni possono esistere (fino a poco tempo fa non potevano neppure esistere), perché ormai non si può più negare che i pianeti siano comuni anche fuori dal sistema solare e le leggi (accettate) della probabilità ci dicono che la vita intelligente (a parte la nostra, che spesso non lo è) deve esistere anche altrove, però NON È POSSIBILE CHE SIANO QUI, perché gli altri pianeti eventualmente abitati sono lontani molti anni luce e, siccome NON SI PUÒ SUPERARE LA VELOCITÀ DELLA LUCE, ne consegue che i viaggi tra i pianeti abitati non sono possibili, perché durerebbero troppo tempo.”
Non è il caso, in questa sede, di disquisire scientificamente su tali affermazioni, ma si può, se non altro, affermare logicamente che, se anche la durata del viaggio fosse troppo lunga per la NOSTRA vita, potrebbe non esserlo per quella di alieni capaci di vivere molto più a lungo di noi. Inoltre, ed è più grave, l’insuperabilità della velocità della luce è un dogma che nasce dal postulato secondo il quale il fotone è quanto di più veloce esista nell’universo e tutto vada misurato tramite esso. Ma, a prescindere dal fatto che esso sia o no quanto di più veloce esista, molti fisici ormai teorizzano di “worm holes” tra punti diversi dell’universo, in grado di permettere di AGGIRARE la velocità della luce, consentendo viaggi di breve durata tra luoghi estremamente distanti.
Per di più l’esperienza (della scienza ufficiale) insegna che molti “dogmi” sono stati superati ed ora sono considerati privi di fondamento perché una teoria, con gli eventuali suoi “dogmi”, per quanto corretta, viene, prima o poi, SEMPRE superata da un’altra teoria più avanzata che ingloba la precedente come caso particolare.
Ne consegue che questi
atteggiamenti preconcetti, per usare un linguaggio sindacale, hanno un
forte sapore di difesa corporativa.
È noto, poi, che ciascuna disciplina, nuova o vecchia che sia, crea un proprio linguaggio “iniziatico”, il quale consente un’agevole comunicazione tra coloro che sono, appunto, ad essa “iniziati”, ma risulta pressoché incomprensibile per quelli che non lo sono.
Si formano in tal modo vere e proprie “congregazioni” chiuse; la medicina, l’architettura, la musica, tanto per citare tre discipline antiche e diverse l’una dall’altra, hanno creato ciascuna il proprio “gergo”, che le segrega da tutte le altre creando inoltre intorno a sé, presso il pubblico impreparato, un’aura di competenza e credibilità favorita dall’impossibilità di comprensione.
Anche il mondo dei “fenomeni di frontiera” non fa eccezione alla regola, anzi, esso può apparire omogeneo solo a chi ne viene in contatto in modo occasionale ed epidermico: in realtà esso si divide in molte discipline, ciascuna delle quali rappresenta una vera e propria “congregazione”, con il proprio gergo, i propri dogmi (grazie a Dio per ora meno incrollabili di quelli della “scienza ufficiale” dominante) e le proprie rivalità nei confronti di alcune delle altre discipline.
Il compito di rendere compatibili l’uno con l’altro il mondo della “scienza ufficiale” e quello dei “fenomeni di frontiera” risulta, pertanto, particolarmente arduo, anche perché molti termini sono comuni ai due mondi, ma con significati completamente diversi. Ad esempio gli uni parlano di Energia intendendo un lavoro misurato in joule e gli altri utilizzano il termine Energia (spesso si parla di “Energie sottili”) intendendo qualcosa che si avvicina più al significato di “Capacità creatrice”, o meglio, di “Capacità di influire sulla realtà”.
La “scienza ufficiale”, per screditare chi è “diverso”, coglie la palla al balzo ed afferma che l’unico significato accettato ed accettabile del termine Energia è il proprio e pertanto chi lo usa con un altro significato è un ciarlatano. La fisica, quando parla di Energia, intende un lavoro, cioè il prodotto di una forza per uno spostamento, e la forza (secondo newton) è il prodotto di massa per accelerazione (spazio fratto tempo al quadrato), ma, anche se spiega bene come si fa a misurare spazio, tempo e massa, si dimentica di spiegare COSA ESSI SIANO. Ovviamente viene obiettato che la massa si ricava uguagliando la E=mc2 con la E=hf (h è la costante di Planck ed f è la frequenza): si introducono in tal modo la frequenza e la costante di Planck, ma NON una vera spiegazione.
Non dimentichiamo che persino Newton, scrivendo la formula che consente di calcolare l’attrazione gravitazionale tra due masse, ci ha spiegato come fare ad utilizzare la gravità, ma NON CHE COS’È LA GRAVITÀ, infatti non lo sappiamo ancora.
Gli uni parlano di frequenza intendendo il numero, misurato in hertz (cicli al secondo), di fenomeni (uguali) che si ripetono in un secondo; gli altri, con il termine “frequenza” (ad esempio: “Questo luogo ha una frequenza molto superiore a quell’altro”), intendono qualcosa che si avvicina al concetto di “Capacità di influenzare gli esseri viventi” e non è detto che questa capacità possa sempre essere misurata in hertz, ma ciò non toglie che tale influenza possa farsi sentire sugli esseri umani. A tal proposito l’ing. Sergio Berti ha esposto ultimamente, in una conferenza tenuta all’abbazia di Praglia (PD), un interessantissimo lavoro, svolto in collaborazione con l’università di Urbino nel palazzo ducale di quella città, il quale dimostra, su base statistica, l’influenza dei luoghi sulle persone, rilevando non solo la presenza di falde acquifere e faglie, ma anche quella della cosiddetta “Rete di Hartmann”.
In breve, i termini utilizzati possono avere un significato diverso rispetto a quelli canonizzati dalla fisica, ma i fenomeni che essi descrivono esistono realmente.
Il tentativo di screditare l’avversario basandosi sul fatto che attribuisce ad una parola un significato che si considera improprio è chiaramente un espediente per giustificare il rifiuto di prendere in considerazione altri punti di vista.
D’altra parte,
nella vita quotidiana, non è raro che lo stesso termine venga utilizzato
con più significati diversi: ad esempio “freccia” ha un significato per
il tiro con l’arco, un altro per la Scienza delle Costruzioni ed un
terzo per il Codice della Strada, così come “vite” può essere la pianta
che dà l’uva, un dispositivo di accoppiamento in meccanica e una figura
acrobatica in aeronautica, senza che nessuno accusi gli altri di uso
improprio della parola.
Ecco il vero problema: al di là
delle definizioni, come si fa a rendere credibile un fenomeno
considerato “paranormale” a chi non lo “vede”, per incapacità o perché
non lo vuol “vedere”, e, contemporaneamente, convincere chi “vede”
abitualmente il fenomeno a descriverlo dettagliatamente e sinceramente
in modo comprensibile, a consentire di effettuare misure, in breve a
sottoporre a pesante e reiterata verifica la propria buona fede? Molti
sono condizionati negativamente dalle verifiche e perdono le loro
capacità. Molti di più, purtroppo, non sono in buona fede e si limitano
a sfruttare a proprio vantaggio (soprattutto economico) la loro abilità
nel percepire i punti deboli altrui, senza possedere alcuna capacità
“paranormale”.
Un metodo per affrontare il problema mi risultò chiaro una decina d’anni fa, quando apparvero a prezzi abbordabili, sul mercato del “surplus” militare americano, le prime telecamere per l’infrarosso lontano (da 8 a 14 μm di lunghezza d’onda). Esse venivano utilizzate dai militari per vedere il nemico anche di notte, sfruttando la sua emissione di calore. Erano in bianco e nero e di tipo differenziale, cioè mostravano solo le differenze di emissione termica, non la temperatura assoluta, ma aprivano una finestra su di un nuovo mondo. L’amico Daniele Gullà, anch’egli de IL LABORATORIO, notò, lavorando insieme al dott. Clarbruno Vedruccio, che alcune persone riuscivano ad “illuminare” a comando, cioè a rendere apparentemente più caldi, dei punti del loro corpo. Proseguendo la ricerca, risultò chiaro che c’era chi riusciva ad “illuminare” dei punti che coincidevano con quelli che gli orientali chiamano Chakra.
Era altresì chiaro che chi
possedeva doti riconosciute di pranoterapeuta (gli altri no) riusciva ad
emettere dalle mani una “luminosità” che aumentava vistosamente quando
era in corso l’azione terapeutica. Era la prima dimostrazione
dell’esistenza e della misurabilità della pranoterapia. Adesso si usano
telecamere bolometriche assolute, a falsi colori, con le quali si sta
lavorando sulla rilevazione e sull’analisi dei punti dell’agopuntura ed
alcune scuole per pranoterapeuti utilizzano queste telecamere per
selezionare inizialmente gli allievi e per controllarne periodicamente i
progressi.
La possibilità di rilevare le capacità pranoterapeutiche fa, però, nascere delle domande:
Non ho le risposte, ho solo delle
ipotesi, ma questo è il punto più importante: quando si inizia a
discutere (e quindi a fare studi ed esperimenti) sull’interpretazione di
un fenomeno, significa che esso è passato dallo status di “paranormale”
a quello di “scientificamente studiabile”, cioè “normale” e l’esistenza
del fenomeno stesso, negata per tanto tempo, è stata finalmente
accettata.
Ormai da un po’ ho lanciato l’idea di utilizzare una telecamera di questo tipo, purtroppo ancora molto cara, per chiudere l’anello di feedback e consentire l’autoapprendimento, disponendo un teleschermo davanti all’allievo pranoterapeuta, in modo che egli possa vedere in tempo reale gli effetti del proprio lavoro di concentrazione, imparando così rapidamente le tecniche e gli accorgimenti che forniscono i migliori risultati.
Faccio notare che la chiusura dell’anello di feedback per l’autoapprendimento si basa sulla capacità di rivelare un fenomeno correlato con quello che si vuole apprendere a controllare. Non è detto che debba trattarsi necessariamente del fenomeno primario: può essere anche un fenomeno del tutto secondario, purché ad esso strettamente correlato.
Ecco un esempio: stiamo guidando
l’automobile in autostrada ed inizia una salita. Vogliamo mantenere la
velocità che avevamo in pianura, vediamo il tachimetro segnare una
velocità minore e schiacciamo l’acceleratore, facendo risalire
l’indicazione del tachimetro. L’effetto primario che produciamo è di
incrementare la potenza generata dal motore aumentando l’afflusso di
carburante, ma quello che utilizziamo per il controllo è un effetto del
tutto secondario (l’indicazione del tachimetro), correlato con quello
primario solamente perché il tachimetro misura, in realtà, la velocità
media di rotazione delle ruote, ma non ha nulla a che fare,
direttamente, con la potenza generata dal motore: semplicemente
visualizza un segnale generalmente correlato con la velocità dell’auto
(segnerebbe anche se le ruote non toccassero il terreno). Tuttavia, se
le ruote toccano il terreno e non slittano, potremmo anche non sapere
nulla di motori, ma otterremmo ugualmente il risultato di riportare la
velocità dell’auto al valore desiderato.
Il metodo da utilizzare è questo:
le persone sono abituate a considerare vero ciò che gli strumenti di
misura rilevano, quindi si tratta di identificare qualche effetto,
per quanto collaterale e debole, ma rilevabile strumentalmente,
correlato con un fenomeno “paranormale” e quest’ultimo diventerà
improvvisamente “normale”.
Quello che segue è un esempio significativo di applicazione del metodo: per caso ci accorgemmo che, durante sedute di meditazione, si poteva rilevare a tratti, tramite un fonometro campione, un segnale che sembrava emesso dalle persone in meditazione. Gullà ed io ci insospettimmo ed organizzammo un’altra seduta di rilevazione, utilizzando anche strumenti appositamente da me progettati. Potemmo constatare che il segnale esisteva veramente, era rilevabile a distanza di alcuni metri dal gruppo in meditazione e la sua durata era sufficiente ad iniziarne l’analisi. Si trattava di qualcosa di molto simile ad un elettroencefalogramma registrato sommando i segnali di tutti gli elettrodi a contatto con la pelle, solo che lo si rilevava senza contatto, a vari metri di distanza.
Dopo aver realizzato appositi sensori ed amplificatori ed aver acquistato un secondo fonometro campione tornammo di nuovo a fare rilevazioni, organizzando bene le sedute, ed avemmo la soddisfazione di registrare diverse volte il segnale con più sensori, addirittura per più di sei minuti consecutivi. Alla fine conseguimmo la certezza che non si trattava di un segnale acustico e che esso era emesso dalle persone in meditazione; per di più ottenemmo registrazioni di buona qualità e di lunga durata, perfettamente analizzabili.
Iniziai a progettare un’elettronica e dei sensori apposta per rilevare quel tipo di segnale e visualizzarne l’intensità, per consentire l’autoapprendimento della tecnica di emissione (sto completando la realizzazione proprio in questo periodo. Purtroppo i tempi si allungano moltissimo, quando non di dispone di un’apposita organizzazione e di adeguati finanziamenti). Nel frattempo era emerso, sempre casualmente, che quel tipo di segnale poteva essere emesso da una sola persona, sottoposta a forti emozioni. Da poco, IL LABORATORIO ha programmato una specifica ricerca dedicata a quel tipo di segnale e stiamo completando i preparativi per iniziare i lavori.
Di che cosa si tratta? È
telepatia, telecinesi, o qualcos’altro? Non abbiamo risposte, solo
ipotesi, ma il segnale esiste, adesso è facilmente rilevabile e
studiabile e si può iniziare con i primi tentativi di chiusura
dell’anello di feedback per l’autoapprendimento. Anche in questo caso il
“paranormale” è diventato “normale”.
Un ultimo esempio: tempo fa Gullà ed io abbiamo rilevato (e filmato) “biofotoni” in forma organizzata (sembrano piccole sferette luminose e non i singoli biofotoni segnalati da diversi ricercatori) emessi da una nostra amica dalle non comuni facoltà, Florentina Zamfirescu, anche lei de IL LABORATORIO. Li abbiamo poi rilevati (e filmati), sempre in sua presenza, su più persone contemporaneamente. Questa volta erano visibili, per alcuni degli osservatori presenti, addirittura ad occhio nudo.
È chiaro che
esistono; non è chiaro cosa sono, ma anche in questo caso il
“paranormale” è diventato “normale”, tant’è vero che
IL LABORATORIO sta
studiando un apposito programma di ricerca.
Lavorando
da soli, oppure in un piccolo gruppo, senza poter svolgere un lavoro di
ricerca sistematico, sono limitate le possibilità di venire a contatto,
più o meno casualmente, con effetti collaterali, eventualmente
rilevabili strumentalmente, connessi a “fenomeni di frontiera” e
soprattutto è difficile notarli e, di conseguenza, segnalarli.Per
questo invito tutti coloro che sono interessati a questo tipo di
fenomeni a tenere gli occhi ben aperti e segnalare qualsiasi effetto
insolito: non si sa mai!